Presentazione

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Ciao a tutti, siamo le tre amministratrici di questo blog: Alessia, Chiara e Nadia. Alle nostre spalle c’è uno dei portoni della Santissima Trinità di Venosa. In questo periodo stiamo studiando le opere presenti in questa chiesa, sopratutto della tomba di Alberada, della quale abbiamo cercato molte informazioni provando a ricostruire la sua vita. Speriamo che i nostri lavori vi piacciano

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La stampa 3D

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La stampa 3D (conosciuta al mondo anche nella versione inglese del termine, 3D printing) è una nuova tecnologia sviluppata negli ultimi anni, e sbarcata sul mercato mondiale solo recentemente, che costituisce una vera e propria evoluzione della stampa in 2D alla quale siamo abituati, ovvero quella tramite getto d’inchiostro o laser. Quest’ultima è apprezzabile solitamente tramite le vostre scrivanie, sfruttando le comuni e care stampanti su carta. Quando si parla di 3D invece, la differenza è sostanziale: si passa dalla creazione di documenti alla creazione di oggetti.
Le nuove tecnologie di stampa 3D consentono di produrre oggetti tridimensionali provenienti da un modello digitale solitamente sviluppato in CAD o scansionato tramite apposite apparecchiature laser. Questi vengono prodotti tramite la sovrapposizione perfetta di strati di polimeri condensati di varia natura in grado di aggregarsi per formare vera e propria materia solida. Il risultato, in poche parole, è la realizzazione di una figura che rispetta tutte e tre le misure nello spazio reale precedentemente realizzata al computer.I materiali possono essere di diversa natura, in base anche agli standard produttivi con cui sono realizzati.

Tale concetto sta prendendo ormai piede ovunque, e infatti il settore dell’industria è in netto fermento. Stampare componenti ad hoc è diventata una abitudine in campi come la produzione industriale, la progettazione, l’ingegneria, l’architettura, il design, l’abbigliamento, l’oggettistica, la medicina, la robotica e l’alimentazione.

INCONTRO CON SIMONE CAVALLO

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È venuto a trovarci un ex studente della nostra scuola, Simone Cavallo e ci ha presentato i progetti che grazie ad Arduino (è una piattaforma hardware low-cost programmabile, con cui è possibile creare circuiti “quasi” di ogni tipo per molte applicazioni, soprattutto in ambito di robotica ed automazione Nasce a Ivrea, nel 2005, da un’idea di un professore universitario, un Ingegnere Elettronico, Massimo Banzi, che decise di creare una piattaforma per i propri studenti, così da facilitarli nello studio dell’Interaction Design) si possono creare

TOMBA DI FEDERICO II

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Dato che la realizzazione su ED-MONDO della tomba di Alberada era stata già scelta de un altro Team della nostra classe abbiamo deciso di realizzarne un’altra che fosse più o meno simile… la Tomba di Federico II che si trova presso la Cattedrale di Palermo.Image

Uomo straordinariamente colto ed energico, stabilì in Sicilia e nell’Italia meridionale una struttura politica molto somigliante a un moderno regno, governato centralmente e con una burocrazia efficiente. Federico II parlava sei lingue e  giocò un ruolo importante nel promuovere le lettere attraverso la poesia della Scuola Siciliana. Cadde vittima di una grave malattia addominale e la salma fu sommariamente imbalsamata, i funerali si svolsero nella sede imperiale di Foggia, per sua espressa volontà il cuore venne deposto in un’urna collocata nel Duomo, la sua salma omaggiata dalla presenza di moltitudini di sudditi venne esposta per qualche giorno e trasportata poi a Palermo, per essere tumulata nel Duomo, entro il sepolcro di porfido rosso antico, come voleva la tradizione normanno-sveva, accanto alla madre Costanza, al padre Enrico VI e al nonno Ruggero II.

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TOMBA DI ALBERADA

ALBERADA nasce nel 1033 circa. Di nobile stirpe normanna, sposò Roberto il Guiscardo, portandogli l’appoggio delle milizie del potente nipote Gerardo di Buonalbergo e contribuendo così alla sua ascesa. Quando la necessità di conciliarsi l’elemento longobardo di Salerno e l’ambizione di avere una sposa di più alto lignaggio indussero Roberto a ripudiare Alberada , per motivi di consanguineità, non ben precisati, anche se non messi in dubbio da nessuna fonte. Alberada, che dal matrimonio aveva avuto il figlio Marco, più noto come Boemondo, ebbe ricche donazioni.
Le notizie, ricavate da documenti da Delarc e riprese dopo di lui da molti storici, secondo cui Alberada avrebbe avuto la signoria di Colubraro e Policoro, sposando in seconde nozze un Ruggero Pomareda ed in terze un Ugo di Chiaromonte, e che sarebbe stata ancora viva in tardissima età nel 1122, sono state poste in dubbio con buoni argomenti da G. Antonucci, il quale ha distinto l’Alberada, moglie del Guiscardo, da un’altra Alberada, signora di Colubraro e Policoro ed appartenente piuttosto alla nobile famiglia dei Chiaromonte.
Alberada visse molto a lungo, costretta a sopportare anche la morte del figlio Boemondo nel marzo del 1111. Morì probabilmente nel luglio del 1122 all’età di circa 90 anni e fu sepolta nell’Abbazia della Santissima Trinità a Venosa, accanto al mausoleo della Casa d’Altavilla. La sua tomba è l’unica ad essere giunta intatta fino ai giorni nostri, e reca una scritta latina in cui si indica la sepoltura del figlio Boemondo: Quest’arca contiene Alberada, moglie del Guiscardo./ Se chiedi del figlio, quello (lo) tiene il Canosino.
LA TRINITA’ DI VENOSA

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La testimonianza più importante della Venosa medievale è certamente l’Abbazia della SS. Trinità. Caduta in abbandono in età alto medievale, l’area dell’odierno parco archeologico divenne una necropoli. Nelle sue immediate adiacenze, sui resti dell’antico tempio di Imene, furono costruite due chiese che compongono la cosiddetta Insula Episcopalis, di cui la prima è visibile sotto il pavimento dell’attuale chiesa antica. La seconda chiesa è situata lungo il suo lato occidentale, è suddivisa in tre navate e termina con un’abside trilobata coronata da un deambulatorio esterno. Al centro è collocato un fonte battesimale esagonale e, nelle vicinanze, un battistero cruciforme. Su questo complesso i Normanni iniziarono i lavori di ampliamento per una grande abbazia che facesse da sacrario per le loro tombe, usando materiali di spoglio dei vicini resti romani, ma l’opera restò incompiuta conferendo particolare fascino a tutto l’insieme.All’interno si trovavano un tempo le tombe dei quattro fratelli Altavilla tra cui Guiscardo, primo duca di Puglia, insieme con la tomba della prima moglie di quest’ultimo, Alberada di Buonalbergo. Nel ’400 durante una ristrutturazione le tombe degli Altavilla vennero eliminate e riunite in un unico sepolcro intitolato a Roberto il Guiscardo, mentre la tomba di Alberada è ancora intatta. L’arca sepolcrale degli Altavilla si trova sulla destra, mentre a sinistra è visibile la tomba di Alberada, ripudiata dal marito che le preferì la principessa longobarda Sichelgaita di Salerno.
Con Capobianco Alessia e Di Lucchio Chiara